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Quale Futuro?

Quale Futuro?

Riempirsi la testa con immagini apocalittiche del futuro serve solo ad allontanarsi dal presente, a farci vivere in uno stato di ansia e di timori che a volta diventano anche paralizzanti.

La proiezione costante nel futuro ha questo potere: paralizza l’intelletto e il fisico rendendolo fragile e facilmente attaccabile da ogni malattia e disagio, così tenere gli individui costantemente proiettati nel futuro nefasto è il modo più facile per manipolarli!

Puoi generare in loro ogni tipo di paura e gli fai avvertire falsamente la loro impotenza e poi gli fornisci, meglio dire gli vendi la soluzione.

Queste tecniche fanno presa sia tra le persone colte che in quelle più semplici, anzi a volte le persone semplici sono più legate alla realtà quindi è più difficile raggirarle.

Le persone cosiddette “colte” spesso hanno costruito le loro conoscenze sulle informazioni ricevute dagli stessi manipolatori così coi loro modi di fare agiscono da amplificatori di superstizioni, di credenze e delle stesse paralizzanti paure. Quindi la tecnica di farti immaginare un nefasto futuro è usata pienamente da chi vuole soggiogare qualcun altro per renderlo impotente e inoffensivo.

Mi direte che non è bella cosa disinteressarsi del futuro dei nostri figli e nipoti, e della natura che è quella nella quale dovremo vivere noi e poi le nostre discendenze.

Se desidero lasciare in eredità un mondo migliore non devo perdere di vista la frase guida: il mondo migliore inizia da me stesso! Se immagino che alla fine dei lavori ci sia un mosaico stupendo c’è solo un modo di procedere: avere cura di ogni piastrellina e metterla al posto giusto nel momento giusto.

A questo punto sento un coro di pensatori che dicono: amico, se vuoi mettere la tessera di mosaico al posto giusto e al momento giusto e per di più eseguita alla perfezione devi avere in mente l’opera finale, (devi preoccuparti del futuro) quella che vuoi realizzare e che per forza di cose è nel futuro che sarà ultimata.

Sono talmente d’accordo con voi che devo confessarvi di trascorrere diverso tempo immerso nelle mie visioni del mondo/mosaico che desidero realizzare e ciò non è in contraddizione con i grandi insegnamenti che ci suggeriscono di vivere radicati nel presente.

Ritengo che il futuro è il risultato, una conseguenza. La conseguenza di cosa?

Come l’ematoma sul mio dito indice della mano sinistra è la conseguenza di una martellata destinata al chiodo che per mia imperizia è finita sul dito così il futuro mondo che desideriamo creare è la conseguenza di azioni più o meno abili che ogni giorno mettiamo in atto. Quindi mi dedico a vivere pienamente il presente valutando con precisione ingegneristica il tipo di mondo che voglio creare. Il suo disegno è nella mia mente, nel mio immaginario.

Dobbiamo comprendere che la stessa precisone ingegneristica è usata da coloro che desiderano soggiogare l’individuo e le sue libertà, anche loro stanno costruendo un mosaico che prevede l’annichilamento della massa degli esseri umani per renderli sempre più servi di pochi e questo senza alcun diritto, non è Dio che glielo ha concesso, se lo sono preso.

Spesso gli antichi e moderni insegnamenti si basano sull’assunto che per creare un mondo senza violenza sia necessaria la rinuncia al proprio “piccolo ego” per sviluppare l’identificazione con il tutto. Questo modo di fare probabilmente è stato necessario fino a che l’essere umano non è arrivato ad una maturità sufficiente per comprendere qualcosa di più profondo e responsabilizzante.

Quindi osservo che se desidero partecipare alla costruzione di quel mosaico rappresentato dal mondo armonico che ho in mente posso farlo solo se mi prendo cura di ogni tessera e le tessere della futura umanità sono gli individui, sei tu, è ognuno di noi individualmente.

Solo se ogni essere umano conoscesse pienamente se stesso e realizzasse il piano divino che è scritto nel suo cuore potrebbe contribuire alla realizzazione del mosaico che rappresenta un mondo dove ogni individuo al pari di tutti gli altri individui è importante e gode di pieni diritti e doveri al pari di tutti gli altri, un luogo dove ognuno possa manifestare liberamente e pienamente le proprie capacità e qualità. Un mondo fatto di accoglienza, amorevolezza, gentilezza, tolleranza…

Quindi anche nei momenti di caos è indispensabile studiare se stessi, la vita. La realtà è che il lavoro per conoscere se stessi è riservato a pochi, a coloro che sono disposti ad impegnarsi anche con fatica per accedere agli strati profondi dell’essere e incontrare la realtà dietro le apparenze, quante persone conosci che siano disposte a farlo?

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