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Il presente è!

Il presente è!

Il presente è sempre la miglior cosa!?

Questo che stiamo vivendo è vissuto dalla stragrande maggioranza delle persone con irritazione e molti sono anche in forte tensione e arrabbiati per le forti limitazioni delle libertà personali. Che dire in proposito, è stato detto e viene detto di tutto e sicuramente da persone intelligenti e sensibili quali siamo possiamo farci una opinione personale. 

Se mi fermo a percepire la situazione mi rendo conto di non avere strumenti personali per cambiare immediatamente la situazione esterna, è una circostanza nella quale mi ritrovo, una circostanza che non ho creato io direttamente, è come quando piove, per quanto mi possa dispiacere non posso farci nulla è un evento e così decido di viverlo come un fatto e non come un problema quindi approfitto di questi momenti per dedicarmi a quelle cose che normalmente rimando come il meditare di più, scrivere e dedicarmi di più a voi, ho dovuto superare la ritrosia che avevo nei confronti delle lezioni online poiché sono della vecchia scuola: le conoscenze vanno trasmesse direttamente da insegnante ad allievo, ora sto superando questo convincimento non perché non sia valido, semplicemente perché ho scoperto il vostro calore, la vostra vicinanza anche con i nuovi strumenti di comunicazione. 

E’ la prima volta in tanti anni che sento il vostro piacere e interesse nel lavoro che stiamo facendo, interesse che dimostrate anche nel partecipare, mettendo a nudo la vostra anima, nelle ricerche sulla libertà e sulla fiducia.

Quindi se piove piove.

Decidiamo di dedicarci a riscoprire il senso della nostra vita, l’importanza della libertà, della fiducia… Lo sforzo che facciamo in questo momento ci allenerà ad avere una marcia in più rispetto a prima, ogni fatica effettuata non va mai persa, la nostra forza viene dall’impegno e dalle fatiche che facciamo lungo il sentiero. Quando ci fermeremo su una roccia per riprendere fiato e guarderemo indietro verso l’erto e sinuoso percorso ci sentiremo semplicemente appagati…

Quando tre anni fa ho percorso la maratona di New York, all’età di 65 anni, con un dolore alla gamba che avevo già da qualche anno è stato importante per scoprire che le risorse interiori sono più importanti di quelle fisiche. Tutti i medici mi sconsigliavano ed io ho voluto fare questa esperienza sapendo bene che non avrei vinto la maratona, che non sarei rientrato tra i primi 100, che non sarei rientrato tra i primi 2000… sono arrivato la sera al buio,  (Maria aveva già denunciato la mia scomparsa) scherzo ma era preoccupata.

Non mi interessava quale numero della classifica avrei avuto, non correvo per gli altri o per competere con gli altri, lo facevo per me stesso, non mi sono fermato mai, andavo alla mia velocità, ho faticato tantissimo, sono arrivato stanco, provato e non mi sono arreso.

Lungo il tragitto chi mi ha accompagnato e sostenuto non era la mia prestanza fisica che non avevo e non ho, è stato il contatto con me stesso al quale ero abituato, è stato il non dubitare anche nei momenti di maggiore sconforto che lungo il percorso inevitabilmente ho incontrato, è stato il fidarmi che alla meta ci sarei arrivato… Ho visto cose che nella vita normale non puoi ne vedere ne apprezzare: persone con una gamba sola, anziani veri che correvano ripiegati in due, persone sulla carrozzella, persone con i tumori, persone obese. Gli atleti veri quelli che sono arrivati nei tempi “corretti” non li ho visti andavano troppo veloci. 

Partecipare alla maratona non competitiva della vita ci tocca a tutti, nessuno può sfuggire e non è necessario essere “esperti atleti della vita”. E’ necessario semplicemente partecipare attingendo alle risorse che ognuno possiede senza cercare di risparmiarle non si sa per quale momento. Approfittiamo di questo momento per fare quel lavoro su noi stessi che abbiamo rimandato per anni.

Ricordati che le soddisfazione vengono solo dopo un impegno e se l’impegno è grande anche le soddisfazioni saranno grandi. Sono anche convinto che non ci sia un punto in cui possiamo dire “sono arrivato”, il sentiero della crescita personale è senza arrivo ma con moltissime tappe. Godi di questi momenti di isolamento e se posso darti un consiglio non cercare di evitarli con qualche distrazione ma approfittane per conoscerti meglio individuando i tuoi valori, i tuoi talenti… ed anche i tuoi punti deboli così che tu possa trasformarli e coltiva ciò che semini perché questa è la vita. Essa si rinnova ad ogni attimo non è mai uguale a se stessa e se vuoi essere al passo con la vita è necessario rinnovarsi per essere in armonia così da sviluppare quella consapevolezza che ti rende capace di riconoscere i momenti di insoddisfazione e così poter compiere quelle azioni che ti porteranno alla soddisfazione.

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